
Luca Ballerini
Ci sono storie che non finiscono quando perdi!
Ci sono momenti in cui una città si ferma.
Non perché manca qualcosa.
Ma perché non riesce più a scegliere.
Nel 2020, a Valenza, sono mancati 23 voti.
23 voti non sono solo un risultato elettorale.
Sono una linea sottile.
Tra quello che poteva iniziare…
e quello che è rimasto sospeso.
Da allora sono passati sei anni.
Sei anni in cui ho continuato a vivere questa città ogni giorno.
Nel mio lavoro.
Tra le persone.
In consiglio comunale.
Senza mai smettere di chiedermi una cosa semplice:
cosa serve davvero a Valenza?
Oggi torno a candidarmi per questo.
Non per rivincita.
Non per chiudere un conto.
Ma perché quella domanda è ancora aperta.
E perché oggi, più di allora, Valenza ha bisogno di scegliere.
Le scelte
Amministrare non è promettere tutto
Negli ultimi anni abbiamo sentito dire molte cose.
Progetti, annunci, intenzioni.
Il problema non è che mancano le idee.
Il problema è che non si è scelto cosa viene prima.
E quando non si sceglie, succede sempre la stessa cosa:
si fa un po’ di tutto
e niente cambia davvero
Valenza oggi è esattamente qui.
Una città con grandi potenzialità,
ma senza una direzione chiara.
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Io credo che il punto sia questo:
non possiamo fare tutto insieme.
dobbiamo decidere da dove partire.
E questo significa affrontare scelte vere.
Scelte che non sono comode.
Scelte che non mettono tutti d’accordo.
Ma scelte che fanno andare avanti una città.
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Vuol dire chiedersi:
• puntiamo tutto su chi lavora qui oggi o disperdiamo energie?
•investiamo su competenze e giovani o continuiamo a rincorrere emergenze?
•scegliamo pochi progetti che cambiano davvero la città o continuiamo a distribuire interventi senza impatto?
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Io una cosa la so:
Valenza non ha bisogno di fare di più.
Ha bisogno di fare meglio.
E per fare meglio, bisogna scegliere.
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