Luca Ballerini

Ci sono storie che non finiscono quando perdi!

Ci sono momenti in cui una città si ferma.
Non perché manca qualcosa.
Ma perché non riesce più a scegliere.
Nel 2020, a Valenza, sono mancati 23 voti.
23 voti non sono solo un risultato elettorale.
Sono una linea sottile.
Tra quello che poteva iniziare…
e quello che è rimasto sospeso.
Da allora sono passati sei anni.
Sei anni in cui ho continuato a vivere questa città ogni giorno.
Nel mio lavoro.
Tra le persone.
In consiglio comunale.
Senza mai smettere di chiedermi una cosa semplice:
cosa serve davvero a Valenza?
Oggi torno a candidarmi per questo.
Non per rivincita.
Non per chiudere un conto.
Ma perché quella domanda è ancora aperta.
E perché oggi, più di allora, Valenza ha bisogno di scegliere.

Le scelte

Amministrare non è promettere tutto
Negli ultimi anni abbiamo sentito dire molte cose.
Progetti, annunci, intenzioni.
Il problema non è che mancano le idee.
Il problema è che non si è scelto cosa viene prima.
E quando non si sceglie, succede sempre la stessa cosa:
si fa un po’ di tutto
e niente cambia davvero
Valenza oggi è esattamente qui.
Una città con grandi potenzialità,
ma senza una direzione chiara.
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Io credo che il punto sia questo:
non possiamo fare tutto insieme.
dobbiamo decidere da dove partire.
E questo significa affrontare scelte vere.
Scelte che non sono comode.
Scelte che non mettono tutti d’accordo.
Ma scelte che fanno andare avanti una città.

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Vuol dire chiedersi:
• puntiamo tutto su chi lavora qui oggi o disperdiamo energie?
•investiamo su competenze e giovani o continuiamo a rincorrere emergenze?
•scegliamo pochi progetti che cambiano davvero la città o continuiamo a distribuire interventi senza impatto?
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Io una cosa la so:
Valenza non ha bisogno di fare di più.
Ha bisogno di fare meglio.
E per fare meglio, bisogna scegliere.

Reviews

An orderly municipal meeting room with a central oval wooden table covered in neatly stacked documents, open laptops, and a single microphone placed at the focal point. On the far wall hangs a large, framed emblem of Valenza and a map of the surrounding territory, both rendered with precise detail. Natural afternoon light filters through tall windows with sheer curtains, creating soft, directional light and calm shadows across the table’s surface. The photographic scene is captured at eye level, using a moderate depth of field that keeps the table and wall elements sharp, while the background corners gently blur, evoking professional, transparent local governance and thoughtful civic planning, without any people present.

Aya Nakamura

Ascoltiamo le voci della comunità per una Valenza più giusta e sostenibile.

A modern, minimalist campaign workspace featuring a large corkboard on a white wall, densely covered with colorful sticky notes, printed charts, and a central sheet reading “Idee per una nuova Valenza” in confident lettering. Below, a sleek desk holds a laptop showing a graph, a reusable water bottle, and a notebook with handwritten annotations slightly out of focus. Warm, indirect artificial lighting from a ceiling fixture creates an even, professional glow, with soft shadows adding depth. Shot in photographic realism from a three-quarter angle, the composition follows the rule of thirds, leading the eye from the corkboard’s ideas down to the tools of organization, communicating innovation, sustainability, and strategic planning, with no people visible.

Mateo García

Con il confronto costruttivo troviamo soluzioni innovative per il territorio.

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